BIOGRAFIA

 

 

Dopo avere inizialmente suonato la chitarra acustica a 6 corde, ispirato prima da chitarristi tradizionali di colore americani come Elizabeth Cotten e poi da compositori e esecutori moderni come John Fahey, Leo Kottke e Robbie Basho, Maurizio Angeletti si è progressivamente concentrato sulla chitarra a dodici corde, rigettando successivamente contatti e riferimenti diretti con la musica americana e componendo musica propria per questo strumento.


All'inizio degli anni 80 ha pubblicato il libro American Guitar, uno studio che tenta di comporre un contesto omogeneo e comune ad un intero movimento di chitarristi statunitensi (spesso definito come Contemporary Guitar o American Primitive Guitar) accomunati da tratti stilistici e tecnici e da paralleli contenuti musicali per avere sviluppato idee e lavori originali derivati dalle forme tradizionali.

 

Nel 1985 ha abbandonato la chitarra a 12 corde e successivamente si è dedicato esclusivamente allo studio del violoncello, di teoria musicale e di armonia. Ha inoltre progettato un violoncello modificato il cui prototipo è stato realizzato nel 2008 dal liutaio polacco Jerzy Maslanka.

 

Nel 2007 ha ripreso a suonare la chitarra a 12 corde che ha successivamente abbandonato definitivamente a causa di una neuropatia digitale alle dita della mano sinistra. Nel 2018 ha pubblicato il libro in due volumi La tecnica della chitarra a 12 corde che è uno studio esteso sulle caratteristiche dello strumento, la composizione e la relativa tecnica strumentale, corredato da composizioni originali e arrangiamenti.

 

Maurizio Angeletti è l'unico chitarrista italiano che si è concentrato sulla chitarra acustica a dodici corde ed ha composto musica originale e idiomatica per questo strumento, utilizzando una vasta gamma di accordature aperte inusuali e combinando una dimensione strumentale classica con temi e melodie che mantengono l’immediatezza dell’estetica implicita nella musica folk e popolare. Nelle sue composizioni esiste una adesione spontanea e totale al tradizionale sistema tonale in un contesto generalmente pandiatonico, con una consapevole libertà individuale nel trattamento armonico e nell’uso delle dissonanze. I limiti strutturali e fisici insiti nella chitarra a dodici corde sono compensati e bilanciati dalle sue caratteristiche naturali che sono sfruttate sia a livello timbrico che per quello che riguarda la naturale ampiezza dello sfondo sonoro e il potenziale quasi orchestrale dello strumento.

© Maurizio Angeletti, 2018